Ora, accettarsi e volersi bene per quello che si é é una cosa molto difficile, almeno per me, non perché io sia un mostro, tutt'altro, ma perché sono cresciuto "nella gabbia di ciò che mi é stato insegnato".
Ho vissuto per tanti anni nella convinzione che ci fossero fonti di eterne felicità, per primo "l'amore" ed ho scoperto che queste erano mie illusioni, che nella realtà sono tutt'altro.
Diventa difficile ragire quando tutto quel che credevo mi si é smontato davanti agli occhi, la prima impressione é che non ci sia niente altro degno di nota, degno di essere vissuto.
Molto, ma molto lentamente inizia ad affiorare però proprio qui la vita così come é, e stranamente alcune cose iniziano a piacermi, inizio a provare la soddisfazione di esserci e del fare. Prendiamo la "Scrima" scherma medioevale di cui più sotto un video, la stò praticando da un paio di mesi ed é una cosa che adoro, il mio corpo, per quanto molto grasso, si muove pure con una certa grazia ed eleganza ed io lo sento. Mi sento molto a mio agio con una spada ad una mano e mezza per le mani, si.
Nessuna violenza, solo la spada... quasi una forma di meditazione.
Proprio a questo punto però prende forma una sfera di consapevolezza che risale dal cuore alla coscienza: spiritualità. Quella sensazione costante che dietro alla materia ci sia dell'altro, che ci sia un senso, una direzione, qualcosa di più alto di me.
E allora si cerca, nelle mie domeniche passate al monastero Theravada sino ad un libro trovato "per caso" sullo Dzogchen (antichissimo insegnamento del Buddhismo Tibetano) "Dipinti di Arcobaleno" di Tulku Urgyen Rinpoché, ed é la seconda volta che leggendo un libro ho la sensazione di sfogliare pagine di me stesso. Perciò... la ricerca continua, e la vita piano piano mi và meno stretta e Mauro... beh, un poco di bene inizio veramente a volergliene, a volermene.
Smettere di bere, il programma di A.A.: portali che si aprono, camminare oltre però é responsabilità mia.
Forse... ne vale anche la pena.
Se qualcuno di voi che legge ha un bicchiere in mano, ci pensi, metterlo giù e lasciarlo perdere può essere l'inizio di uno sballo più forte: la sobrietà.
E allora si cerca, nelle mie domeniche passate al monastero Theravada sino ad un libro trovato "per caso" sullo Dzogchen (antichissimo insegnamento del Buddhismo Tibetano) "Dipinti di Arcobaleno" di Tulku Urgyen Rinpoché, ed é la seconda volta che leggendo un libro ho la sensazione di sfogliare pagine di me stesso. Perciò... la ricerca continua, e la vita piano piano mi và meno stretta e Mauro... beh, un poco di bene inizio veramente a volergliene, a volermene.
Smettere di bere, il programma di A.A.: portali che si aprono, camminare oltre però é responsabilità mia.
Forse... ne vale anche la pena.
Se qualcuno di voi che legge ha un bicchiere in mano, ci pensi, metterlo giù e lasciarlo perdere può essere l'inizio di uno sballo più forte: la sobrietà.










