In Tibet vi erano oltre 7000 monasteri. La maggioranza di loro è stata distrutta dopo l'invasione cinese del '59: più grandi e i più noti sono Sera, Drepung e Ganden.
Il monastero di Sera fu fondato nel 1419 da Jamchen Cioje (1352-1435), un discepolo diretto di Lama Tzong Khapa che fu uno dei più grandi maestri buddhisti del Tibet. L'imperatore cinese di allora aveva tentato ripetutamente di invitare Je Tzong Khapa, ma egli non accettò mai, mandando invece in Cina il suo discepolo Jamchen Cioje, il quale fondò molti monasteri, diventando famoso e contribuendo alla diffusione degli insegnamenti buddhisti in quel paese.
Ancora oggi esistono molti monasteri da lui fondati di grande interesse culturale e meta di turisti.
Studiare in uno di questi monasteri tibetani in occidente può essere paragonato alla possibilità di frequentare un'importante università, i cui studenti però sono monaci. Lo scopo di tali atenei non è solo di impartire o di trasmettere una conoscenza intellettuale, ma di insegnare metodi di meditazione e di sviluppo della mente, come pure la loro applicazione pratica.
Sera comprendeva tre grandi collegi: Sera Je, fondato da Lodro Rinchen Senghe, Sera Me e Sera-Ngapa. Fino al 1959 vi studiavano settemila monaci, in maggioranza tibetani, ma vi erano anche mongoli, cinesi e giapponesi.
Sera Je è stato, non solo in passato, un collegio da cui sono usciti molti maestri straordinari e studiosi di buddhismo. Molti maestri, alcuni ben noti in occidente, hanno ricevuto l" la loro formazione monastica. Tra loro Lama Yesce, Lama Thubten Zopa Rinpoce, Gomo Rinpoce, Ghesce Ciampa Ghiatso, Ghesce Rabten e altri ancora.
Nel 1959 la repubblica popolare cinese ha occupato e si è annessa il Tibet. In seguito a ciò, le attività del collegio di Sera Je furono proibite e tutte le pratiche religiose di conseguenza furono interrotte. Furono uccisi moltissimi monaci, altri morirono nei campi di prigionia, altri ancora furono condannati a molti anni di lavori forzati e furono costretti ad abbandonare la loro vita monastica.
Per un certo numero di monaci fu possibile fuggire, assieme a Sua Santità il Dalai Lama, in paesi limitrofi e circa cinquecento di loro arrivarono in India.
Sotto la guida di Sua Santità, i tibetani in esilio in India riuscirono a preservare la loro cultura e a fondare nuovamente le università di Ganden, Drepung e Sera: quest'ultima a Bylakuppe, uno spazio agricolo di circa duecento acri che il governo indiano aveva messo a disposizione.
Paragonato alla sua antica sede, Sera è un monastero recente, in ogni caso è possibile continuarvi gli studi nello stesso modo in cui erano condotti in Tibet.
Dopo la morte di Mao la situazione politica cinese non è cambiata in modo efficace, anche se le condizioni in Tibet sono leggermente migliorate e i contatti tra i tibetani rimasti e quelli esiliati sono ripresi.
Il flusso dei rifugiati in India in ogni modo continua ininterrotto. Negli ultimi anni un gran numero di giovani tibetani è giunto a Sera con l'intenzione di intraprendere gli studi monastici: la maggior parte di loro si sono affiliati al monastero di Sera Je, che attualmente ne ospita circa quattromila.
La loro straordinaria motivazione e determinazione e il loro immenso sforzo negli studi, ha portato uno sviluppo molto positivo del monastero sia per lo studio, sia per la pratica del buddhismo, e il pericolo di degenerazione, temuto dopo la morte dei vecchi monaci, è stato evitato grazie al loro zelo ed entusiasmo.
Allo stesso tempo il crescente numero di studenti causa una difficile situazione finanziaria, poichè il monastero dipende interamente per la sua sopravvivenza dalla coltivazione del mais e dal suo commercio.
I rifugiati laici, provenienti dal Tibet, aiutano i monasteri secondo le loro possibilità, molti amici occidentali li sostengono con sponsorizzazioni individuali e lo stesso Dalai Lama offre personale contributo.