venerdì, 30 marzo 2007


Donne che reggono il soffitto.

Sta su da solo.
In realtà
reggete Voi stesse
contenendo nello sforzo
i Mondi che avete dentro.

Quanta bellezza nella Vostra Natura!
by Mauro1971 | commenti (26) | commenti (26)(popup)
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mercoledì, 28 marzo 2007


Ore 6:15 di mattina circa.
Ci siamo appena svegliati, ti ho detto "lo metto su io il caffé". So che da un lato ti fà piacere farlo, sai che mi piace ma... anche per te é bello e molto quando te lo porto a letto.
Bisogna viziarsi un po' a vicenda, non trovi? Stamattina toccava a me, ed era decisamente un ottimo motivo per svegliarsi bene.
Intanto tu ti giri dall'altra parte per rubare alla mattina quei dieci minuti in più di sonno.
Sò di essere strano, ma alla mattina hai, per me, una bellezza particolare, non sensuale e neppure sessuale ma tenera con ancora la nebbia del sonno sul viso e negli occhi semichiusi: ecco la mia Bimba.
Un momento particolare il risveglio in quanto se fatto con dolcezza esce fuori la parte più dolce di noi, se fatto male... beh, per fortuna non é ancora successo. Bisogna fare piano e riempire di baci le tue labbra ed il viso, con attenzione perché ho la barba di un paio di giorni e non voglio pungerti.
Però é davvero una cosa che riempie il cuore vedere quel sorriso coccoloso, così "stropicciato" appena apri gli occhi e sapere che é per il fatto che sono lì, e me lo gusto, lo assaporo sino in fondo, ben più di qualsiasi caffé.

Poi si accende forte e pulsante, sino ad essere quasi doloroso, il desiderio: il profumo della tua pelle mi assale i sensi, ed al mattino é così caldo ed avvolgente seduti sul letto caldo che sa così deliziosamente e maliziosamente di te.
Ma questa é un'altra storia.


E' buono il caffé con te.
by Mauro1971 | commenti (9) | commenti (9)(popup)
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lunedì, 26 marzo 2007


Andare per la prima volta nella mia vita a cavallo. Può sembrare una cosa talmente banale, che ci vuole?
E' vero ma...
Salire su di un "qualche cosa" di cui non si ha un controllo totale, che non ha appigli sicuri, sarà che sono un alcolista ma mi faceva una paura enorme.
Oh, me la sono taciuta, ma quando sono salito sopra la vocina nel mio cervello diceva: "e ora? non é sicuro, non é sicuro, non lo controlli".

"Sicurezza" e "controllo".
Mmmm... due brutte bestie, DUE ILLUSSIONI, figlie dirette della paura. Se io sono "sicuro" di una qualsiasi situazione (e sicuro in questo caso significa essere certo di come andrà, o meglio che andrà secondo come io vorrei) e sò di averla completamente sotto controllo (cioé sò di poterla gestire in ogni momento) non corro alcun rischio di fallire, non rischio di soffrire.
E' un meccanismo insano e pesante, molto pesante sia per me che per le persone che mi stanno vicine quando si instaura, per forza di cose. E' illusorio, nulla é certo é nulla é realmente sotto controllo, non é "vita" vera, é un modo per non affrontarla, ecco un'altra fuga dalla realtà.

Salire sul cavallo, affrontare la paura, prendere pian piano un minimo di confidenza e... affidarsi a lui, non totalmente in quanto debbo essere io a cavalcarlo, ma una volta stabilito un rapporto di reciproco rispetto... lasciare il resto a lui, che non é stupido e deve solo camminare. Lentamente iniziare a guardare il panorama, accarezzare il collo del nobile animale.
Vivere. Questa é vita.
Oltre la paura. Fiducia.
Sentirlo sotto di se, vivo, é bellissimo.

Tutto é programma...

Anche se non mi leggerà mai ringrazio C. per questo splendido regalo, e Tear per avermi fatto conoscere conoscere persone davvero eccezionali.

Mo chi la mangia più la carne di cavallo???
by Mauro1971 | commenti (36) | commenti (36)(popup)
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lunedì, 26 marzo 2007
by Mauro1971 | commenti (2) | commenti (2)(popup)
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venerdì, 23 marzo 2007


Quanto é bello parlare

parlare davvero!
by Mauro1971 | commenti (13) | commenti (13)(popup)
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giovedì, 22 marzo 2007


Me tocca pure annarlo a vedé.

Neffa.. Mauro che va a vedere Neffa.

Se non é amore questo...

(Il lettore mp3 lo porto meco per sicurezza...)


by Mauro1971 | commenti (21) | commenti (21)(popup)
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mercoledì, 21 marzo 2007



A mi però a me dispiaige
Traduzione a fondo post

Alura Memim cume a l’è ? Ti sei andau a vutà?
Oh Ampè e son andau sci ti sai cume a l’è, ina vota i dieva che se nu ti vutavi i te levava a pensciun e nu vurereva che fuse vera. Ma te diron ,sai che da ina parte me despiaisge che secie fenia a campagna eleturale, sci au so pe nui anche se scangia i musgicanti a musgica a resta sempre a stesa, e a tera a resta sempre basa istesu.
Ma in te tutu su ambaradan i ne fan sente cieu impurtanti asci nui.
Lautru giurnu duveva carà apuntu pe andà a pià a pensciun, e sicume ae done g’amanca sempre caiche ren l’e carà cun mi anche Brigida oh i nu ne dava u tempu de fa dui pasi che nu atruvaimu caicun cu ne saluava, u nu ne faisgeva su l’eira distante ciau ciau cun a man, in surisu, gente ca se imfurmava de cume stavimu nui, o, i se aregurdava fina cume i se ciamava i nosci fioi. Brigida a ma fina ditu nu me credeva che cunuscesimu cuscì tanta gente. Ooooh i se sun aregurdai de mi anche di mei cumpagni de sceora, che de vote candu i me vieva pe Burdighea, che magari me scapava de fa ina cumesciun de cuita e nu aveva tempu de scangiame e caravu in po de cursa e anche se eira pulitu magara a barba a nu l’eira faita de frescu e, e scarpe e nu l’eira tantu lustre, si pureva i faisgeva finta de nu vieme e se propriu se picavimu drente u me saluava a denti streti, ben oh un de si lì u ma saluau cun in gran surisu, pate in sa schina cume se a seira prima fuscimu andai inseme feora a sena e u ma ufertu fina u cafè.
E sci sci Ampè,da ina parte propriu ne adespiaisge che secie fenia a campagna eleturale.

Racconto Popolare della mia terra





A me però dispiace.

Allora Memim, com'é? Sei andato a votare?
Oh Ampelio, e ci sono andato sì, lo sai com'é, una volta dicevano che se non andavi a votare ti levavano la pensione e non vorrei che fosse vero.
Ma ti dirò, lo sai che da una parte mi dispiace che sia finita la campagna elettorale?
Si, lo so che per noi anche se cambiano i musicanti la musica resta sempre la stessa, e la terra resta sempre bassa lo stesso.
Ma in tutta questa confusione ci fanno sentire più importanti anche a noi.
L'altro giorno dovevo scendere appunto per andare a prendere la pensione e siccome alle donne manca sempre qualche cosa é scesa con me anche Brigida. Oh, non ci davano il tempo di fare due passi che trovavamo qualcuno che ci salutava, ci faceva ciao ciao con la mano se era distante, un sorriso, gente che si informava di come stavamo noi, oh, si ricordavano di come si chiamano i nostri figli!
Brigida mi ha persino detto che non credeva che conoscessimo così tanta gente.
Oooooh, si sono ricordati di me anche i miei compagni di scuola, che delle volte quando mi vedevano per Bordighera, che magari dovevo fare una commissione di fretta e non avevo il tempo per cambiarmi e scendevo un poco di corsa e anche se ero pulito magari la barba non era fatta di fresco e le scarpe non era tanto lucide, se potevano facevano finta di non vedermi e se proprio ci picchiavamo dentro mi salutavano a denti stretti; beh, uno di quelli mi ha salutato con un gran sorriso, pacche sulla schiena come se la sera prima fossimo andati fuori a cena insieme e m'avesse offerto pure il caffé.
E si si Ampelio, da una parte proprio mi spiace che sia finita la campagna elettorale...
by Mauro1971 | commenti (9) | commenti (9)(popup)
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mercoledì, 21 marzo 2007


by Mauro1971 | commenti | commenti (popup)
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lunedì, 19 marzo 2007
Oggi sono 1 anno 11 mesi che sono in A.A.

Oggi sono 1 anno 11 mesi e un giorno che non bevo...

Da un lato mi sembra sia passata una vita, forse più di una da quando ho smesso; dall'altro lato però é come fosse ieri, perché sempre quello tendo ad essere.
Per spiegare meglio questa frase vorrei fare un attimo una premessa: dall'alcolismo NON si guarisce.
Perché? Beh, in fondo é semplice, é una malattia dell'anima. Io non sono mai stato un alcolista perché bevevo, ma sono sempre stato un alcolista, quindi sono finito a bere. In breve, la mia paura di vivere mi ha spinto a cercare una fuga, non certo il fuggire  a farmene venire paura. Ci sono delle componenti fisiche, neurologiche e di derivazione genetica che fanno parte del processo che porta verso la dipendenza (qualsiasi sostanza sia), ma non mi interessa parlarne ora. Voglio provare a spiegare qualcosa dei miei meccanismi, di quello che stò imparando su di me, su quello che mi succede dentro.

Un paio di premesse.
Essendo l'alcol una fuga, da cosa si fugge? Dal dolore. Piccolo particolare, psicologicamente parlando la metabolizzazione del dolore fà parte del processo di crescita, di maturazione dell'individuo.
Ho iniziato ad affrontare il dolore fuggendo dentro la bottiglia a 15 anni. Ovviamente questo fa di me una persona con una emotività molto infantile sotto certi aspetti; quando bevevo ero incapace di prendermi responsabilità, e con l'abuso esasperato di alcol dell'ultimo anno e mezzo della fase attiva della mia malattia questo era diventato sempre più forte.
Si perché l'alcol, prima lentamente ma progressivamente sempre con più veemenza, accentua i difetti, le parti malfunzionanti della mia anima sino a portarli ad un livello che visto dal fuori ha dell'assurdo. Ma un alcolista, come un cocainomane, un eroinomane, un bulimico ,un dipendente affettivo ecc., non é mai assurdo ma é semplicemente malato e più é avanzato lo stadio della malattia maggiore é il livello di devasto mentale, fisico e morale nel quale egli si ritrova.
Va da se, come logica conseguenza di tutto questo, che il recupero di un alcolista non é quindi semplicemente lo smettere di bere ma andare ad affrontare uno per uno quei bachi nell'anima che lo portano ad essere quello che é. E' però da tenere bene a mente un particolare che già ho accennato prima: non si guarisce. Questi difetti faranno sempre parte di un alcolista, faranno sempre parte di me.
In realtà il lavoro che faccio é quello di imparare a conoscerli, imparare a riconoscerli quando si muovono dentro di me, imparare a conviverci, imparare a fermarli e ad agire non mosso da questi ma bensì da quel Mauro "sano" che é pure lui dentro di me anche se decisamente atrofizzato dopo anni di continuo disuso e ci vuole tempo, tanta "fisioterapia" interiore per renderlo forte, capace di muoversi in maniera disinvolta, naturale ed efficace.
Credetemi anche se non ne siete convinti: é tantissimo!
Ovviamente ci vogliono anni... e parecchi. Va anche considerato che pure a livello biochimico ci vogliono anni affinche gli effetti della sostanza svaniscano man mano dal cervello: 5 anni per l'esattezza.
Quindi 1 anno e 11 mesi non é certo poco, però al momento io sono una persona "divisa in due" (nulla a che vedere con la schizofrenia però, sia ben chiaro): con una piccola parte che ha preso consapevolezza ma con ancora un cervello che ha si spurgato già un bel po', ma al quale servono ancora 3 anni ed un mese per rientrare nella sua "normalità" funzionale. Per fortuna gli effetti più pesanti sono i primi a passare, quelli più sottili invece ci mettono di più è sono pure più subdoli.

Ci sono alcuni difetti "comuni" a tutti gli alcolisti, ovviamente siamo tutti diversi l'uno dall'altro quindi é molto personale il modo in qui questi si manifestano come pure il fatto che mentre in me possono essere più forti alcuni di questi in un altro magari sono altri.
Ma alla fonte sono quelli.
Chi guardasse da fuori due alcolisti vedrebbe con molta probabilità due persone davvero diverse. Non é così, avendo la suddetta "fonte" dentro di noi la conosciamo, la vediamo, e sappiamo riconoscerla in un'altra persona. Chi non ce l'ha difficilmente riesce a comprenderla e quindi a vederla, per questo farebbe notevoli distunguo tra due persone che nei difetti in realtà sono molto più simili di quel che appare.

In breve, alcuni di questi difetti, nelle loro manifestazioni più esterne sono:

     - Egocentrismo: IO IO IO... ed esce, oh se esce questa parte, quella povera Donna che mi sopporta lo sa bene.

    - Vittimismo (spesso estremo): Il mondo é una merda, nessuno mi comprende, non valgo nulla ecc. ecc. (spesso usato come scusa per non tentare     neppure di fare qualcosa di utile)

    - Visione delle cose in "bianco o nero". Si badi bene, neppure "bianco e nero", proprio o tutto bianco, o tutto nero.

    - Idealismo e perfezionismo portati a livelli talmente esasperati che poi, essendo umani ed imperfetti in realtà e quindi non riuscendo a fare losé così meravigliosamente bene come nella nostra testa bacata siamo convinti che dovremmo fare, alla fine finiamo per non fare le cose, così non rischiamo di bagliare.

    - Incapacità di costruire rapporti interpersonali profondi. Un alcolista in fase attiva é talmente abituato a fuggire dai propri sentimenti che alla fine non     riesce proprio a sentirli. anesttetizzato completamente. Amore, amicizia, qualsiasi cosa diventano... vuoti, falsi, strumenti per esasperare     maggiormente l'egocentrismo ed il vittimismo.

    - Un alcolista ha sempre e comunque ragione lui, tutti gli altri miliardi di persone sulla terra non hanno capito nulla, lui é il detentore della sacra ed     ultima verità.

    - Un alcolista é convinto di essere Dio. Tutto deve essere come lui vorrebbe che fosse. D'altronde ha sempre ragione lui, quindi é la  vita, il mondo, gli     altri ad essere profondamente sbagliati ed ingiusti. L'idea che esso stesso é un "dito al culo" non é assolutamente concepibile. Lui é la vittima, in     credito con la vita, il fatto che la vita non sappia nulla di partita doppia non lo sfiora proprio.

    - Estrema inaffidabilità.

Soprattuto, per un alcolista la cosa più importante in assoluto, più di madri, mogli, figlie, amici, più della sua stessa vita, é la bottiglia.
La bottiglia era la mia compagna, la mia famiglia, i miei amici: la bottiglia era tutto. L'importante é ce ci fosse lei, a qualsiasi costo, il resto non contava nulla a confronto. Qui, a chi per naturale istinto giudica, ricordo ancora una cosa però: l'alcolismo é una malattia e la predisposizione ad essa é pure ereditaria. Non é una colpa, non l'ho voluta, ne io, ne tutti quei milioni di uomini e donne nel mondo che hanno il mio stesso problema.
 

Poi un giorno succede un fatto, uno qualsiasi... di solito pesante, devastante, scioccante al punte che pure una mente annebbiata ha un attimo di lucidità é ti rendi conto di una cosa molto molto semplice, viene spiegata benissimo in un film con Sandra Bullock, "28 giorni" (consigliatissimo): "QUESTO NON E' UN MODO DI VIVERE, E' UN MODO PER MORIRE".
Eccolo li, davanti a me, il bivio. Netto, drastico, senza altre vie laterali, manco mulattiere sterrate.
La scelta può sembrare semplice... ma non lo é, non lo é per nulla per una persona che é convinta di essere Dio, e che nei fumi dell'alcol se ne autoconvice molto profondamente.
Anche se non siete alcolisti, quanti di voi sarebbero disposti ad ammettere di avere fallito compeltamente come esseri umani un qualsiasi lato, parte della vostra vita? Ammettere di aver sbagliato TUTTO e di non averci capito nulla.
Resa incondizionata, completa ed assoluta.
Non é facile, molti, forse la maggior parte di noi, sceglie di morire, non ce la fa...

Ho scelto la strada della Vita.
Anche qui prendo in prestito una frase del film "28 giorni": "se ogniuno di voi potresse sentire cosa passiamo per restare sobri anche un solo attimo direbbe: bevi, uno, dieci, venti bicchieri, bevi tutto quello che ti serve per sentirti normale".
Non per tirarmela, non mi interessa, ma per far capire che costa, che é difficile, che é dolorosa questa parte del bivio, e pure tanto.
Cosa da?
Mi ricordo più o meno dopo un mese come restavo incantato a guardare le foglie degli alberi. Avete mai notato quanto sono verdi? Avete mai notato quanto é bello il verde? Pensate, dopo pochissimo cambia la percezione sensoriale del mondo in un alcolista che smette. Quanto é potente l'alcol?
Tutto, tatto, gusto, olfatto, udito... tutti i sensi si risvegliano, e personalmente sono rimasto inanto per mesi dalla bellezza del mondo. Si, dopo anni che non lo si vede, non lo si percepisce é pure bello sto mondo.
Dignità... in realtà quando bevevo mi sentivo sempre una merda, assolutamente inadatto ovunque e con chiunque. Quando ti guardi allo specchio e ti rendi conto che in realtà erano anni che distoglievi lo sguardo... é una emozione incredibile "rivedersi", guardarsi in faccia e dirsi "sono io", e sorridersi, con dolcezza sorridersi.
Il piacere delle piccole cose: quando bevevo non mi dava soddisfazione nulla. Che bello quando riesco a stirare bene una camicia oggi!!! Il piacere delle piccole cose é una delle componenti essenziali per avere una "bella" vita. Un alcolista non ce l'ha.
Piano piano ho ri-iniziato a vivere, ed é bello.

Oggi, in questo periodo, grazie a quel po' di lucidità che mi sono guadagnato stò imparando a conoscere la mia Grande Nemica, subdola e malevola, colei che mi ha portato ad autodistruggermi: LA PAURA.
Paura di vivere, paura di soffrire, paura della paura... eppure oggi ho scoperto che molte volte, l'oggeto delle mie paure era assolutamente sproporzionato. Nel senso che ero io ad essere convinto che affrontare una determinata situazione fosse una cosa enorme, per me impossibile.
Ha del buffo, e lascia una strana sensazione quando si affrontano queste situazioni e per quanto possano essere poco piacevoli, non sono poi nulla di speciale. Ne ero terrorizzato, e poi quando sono passate mi sono detto "cazzo, era tutto qui???".
Piano piano la conoscerò, e posso farci tanto, ed anche qui, ci vorrà però tanto, affrontando ogni lato mano a mano che uscirà fuori di me.
Mi stò ancora conoscendo.

Nel frattempo, tanto per passare il tempo, Vivo una vita con un senso, però!

Auguri Mauro!!! :-D
by Mauro1971 | commenti (19) | commenti (19)(popup)
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venerdì, 16 marzo 2007
Forse, ma solo forse ovviamente, ha ragione Barbara.
Dovrei imparare ad essere un pelino più "bastardo"  con le donne.
E' che non... é un po' farmi violenza, un po' tanto, però forse la natura femminile lo richiede. Mi ritroverei a fingere di essere quel che non sono, e questo non mi piace, non mi piace per nulla.
Però hai ragione tu... chissà, forse prima o poi imparerò.
Questo mi lascia molto il sapore di sconfitta in bocca, ma se fino ad ora non ho saputo raggiungere determinati risultati, forse sono io che sbaglio e probabilmente é utopistica la visione che ho.

Forse é solo un accumolo di situazioni un po' pesanti che mi dà una certa stanchezza interiore.
by Mauro1971 | commenti (36) | commenti (36)(popup)
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